/Du-ràn-te/ il Covid19

In occasione di queste giornate di ritiro domestico forzato ho pensato di contattare, scrivere e pubblicare delle brevi interviste con colleghi, amici ed esperti del settore.

Perché ho pensato di chiamare questo spazio /Du-ràn-te/?

Innanzitutto è una parola che sogno di pronunciare a breve e pensare a questo momento come un periodo passato. Poi perché /du-ràn-te/ è un complemento di durata, quindi con un inizio ma soprattutto con una fine.

È un periodo particolare, è un periodo sospeso, è un tempo di paura ma anche un tempo di speranza. Credo ne parleranno nei libri di storia e noi siamo i protagonisti, noi siamo i guerrieri e forse qualcuno di noi sarà definito eroe o eroina ma le battaglie le vinciamo stando a casa comodamente seduti sui divani a leggere un libro, a guardare un film, chattare con gli amici o chiacchierare con i familiari. Nonostante tutto riteniamoci fortunati, è difficile ma non sarà impossibile ripartire.

“Bisogna volere  l’impossibile perché l’impossibile accada.”

Eraclito

Non sono delle vere e proprie interviste ma un momento di riflessione e di confronto. Ho chiesto a tutti di proiettarsi nel prossimo futuro, pensare cosa succederà dopo questo periodo ma senza essere profeta. Qual è il ruolo del design, come vivi la quarantena e come gestisci il tuo tempo. Cosa sta cambiando? Per tutti sta cambiando qualcosa?

Credo che non possiamo permetterci di sprecare lo spazio che questa crisi ci offre, perché come diceva Einstein: “È nei momenti di crisi che sorge l’inventiva“. Sfruttiamo il genio e la creatività italiana per cogliere insieme l’opportunità di ripensare abitudini, spazi di vita e di lavoro, dove il design – unito alla tecnologia – può divenire fattore abilitante di una ricostruzione che mette al centro i bisogni dell’uomo e dell’ambiente nella ricerca di nuovi equilibri.

Il design e la bellezza salveranno il mondo.

Cambiamenti epocali sono a portata di mano, ma dobbiamo essere lungimiranti, pensare in modo esponenziale. Possiamo riuscirci soltanto alleandoci, creando idee esponenziali. Non facciamo come il governo in Europa, uniamo le menti affini, aumenteranno esponenzialmente i risultati.

Sottofondo musicale mentre penso a quali risposte darei io a questi interrogativi è C’è tempo di Ivano Fossati.

Dicono che c’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare. Io dico che c’era un tempo sognato che bisognava sognare!

Perché delle interviste e non delle live?

Ho scelte le interviste classiche perché vorrei che le parole possano essere pensate e possano esserci utili domani e siano spunti di riflessione per coloro che ci leggeranno. È un momento strano, lo sappiamo tutti, ma creare network credo sia un ottima soluzione per poter dire abbiamo imparato una lezione.

È una guerra bianca contro un nemico invisibile ma ne usciremo vincitori ne sono certa. Spero che questi giorni di quarantena servano per recuperare l’etica personale e sociale.

Raccontami il tuo progetto!

/Du-ràn-te/ il Covid19

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