/Du-ràn-te/ con Alessandro Crusco

Questa emergenza ci sta dando l’opportunità di scoprire ed imparare alcune lezioni di vita importanti. Quello che dovremmo fare è provare a cambiare per non fermarsi, creando una dinamica positiva, una capacità di andare avanti nonostante le situazioni difficili che ci fanno pensare ad un esito negativo. Un invito alla crescita personale e professionale da parte di Alessandro.

Ciao, mi chiamo Alessandro Crusco, in arte Visionimiopi,  Ho scoperto la fotografia , durante gli studi universitari, come mezzo d’espressione tramite la realizzazione di lavori tematici. Il primo lavoro in tal senso è “oltre il cubo”. Tra il 2008 e il 2011 ho partecipato a svariati concorsi internazionali, raggiungendo la finale del “portfolio Italia” ed esposto in tutta Italia.  In seguito, fino al 2018 ho aperto uno studio di fotografia pubblicitaria.Dal 2019 collaboro con MOEMA Academy , in qualità di docente per i corsi di fotografia, comunicazione e moda.

Come vivi la quarantena? Come gestisci il tempo?

La vita di un freelance è fatta di intere giornate passate chiuso in studio per consegnare i lavori, studiare nuovi stili, etc. quindi , in realtà non cambia così tanto. Ho molto più tempo libero per leggere, informarmi, disegnare, riprendere in mano cose che non facevo da tempo. Credo che la cosa più importante sia quella di avere degli obiettivi, diversamente si può cedere alla svogliatezza. Si deve avere la cura della propria persona come se si dovesse uscire e, consiglio di fare un plain di ogni attività che si vuole svolgere durante la giornata, anche di quelle ludiche come fare esercizio o leggere un libro. Se l’attività si segna, ci sono maggiori probabilità di non procrastinare, rischio molto alto in questa situazione.

Lavori più o meno come prima?

Il lavoro è completamente azzerato, i servizi che erano in programma a Marzo sono stati rimandati, anche perchè un set fotografico, soprattutto da noi in Calabria, implica che spesso i componenti del team vengano da comuni diversi e lontani tra loro. Anche l’accademia ovviamente è chiusa, però riesco a tenere delle lezioni on-line.

Cosa cambierà dopo questo periodo? Senza essere profeta come pensi cambiano le cose nel settore fotografico?

Le cose cambieranno molto , soprattutto nel medio periodo, per quanto riguarda il lavoro, che nel mio caso è legato alle aziende, bisognerà capire se queste avranno ancora un budget da investire in pubblicità o se dovranno tagliare ogni costo non vitale. Bisogna capire anche per quanto tempo saranno in vigore delle regole sociali per evitare contagi. Quando si potrà fotografare un servizio? perché di certo, dei modelli su un set non possono tenere la mascherina o la distanza di un metro!  Potrebbero avere una grossa crescita i servizi di delivery, e-commerce, quindi anche tutta quella fotografia aziendale legata al food, ai cataloghi, che fino ad ora in Italia non si era sviluppata come in altri paesi. Mi preoccupa il fenomeno dei fotografi in nero, in crescita negli ultimi anni e che potrebbe acuirsi ulteriormente. In questo periodo, gli studi di fotografia aziendale soffrono molto, per via del dover continuare a pagare l’affitto dello studio, inps, tasse e magari dei collaboratori. Il tutto senza percepire guadagni ora e anche nei prossimi mesi. In questo scenario, un fotografo in nero, senza esperienza, si può inserire, proporre costi molto bassi e attrarre aziende in difficoltà economica, che pur di continuare ad essere visibili potrebbero rinunciare alla qualità di un adv professionale.

Qual è il ruolo della fotografia?

La fotografia negli ultimi anni ha seguito l’evoluzione della società. Oggi praticamente tutti possiamo fotografare, grazie agli smartphone che possiedono fotocamere di qualità e possiamo pubblicare, grazie al web a portata di dito. Ma quello che si produce sono miliardi di immagini che ricercano un mero estetismo, vuoto di concetti. Se guardiamo ai decenni passati, il fotografo professionista, il fotografo di successo era colui che veniva pubblicato (e pagato per questo) ed i fotografi famosi avevano una cultura, uno stile, una visione ideologica e tutto questo veniva tradotto in immagini. Oggi, guardandoci indietro, ritroviamo queste fotografie, poichè esse venivano diffuse dai mass media. Se facessimo un salto nel futuro e cercassimo un archivio di immagini di questo decennio, troveremmo le immagini da milioni di like sui social. Oggi un fotografo non scatta più con l’occhio proiettato al futuro, ma facendo attenzione ad essere radicato alle mode stilistiche del presente.Foto tecnicamente perfette e godibili, ma che nulla ci raccontano dell’autore, della sua visione, del mondo. Miliardi di immagini tutte uguali e fini a se stesse, con l’unico scopo di acchiappare consensi. Ecco, dopo questo periodo mi aspetto che la fotografia ritorni a raccontare, che questo periodo di impotenza nel non poter scattare abbia costretto molti a leggere, ad espandere la propria cultura, a farsi delle domande e quindi a prendere coscienza di quello che possono esprimere tramite lo strumento fotografico.

Sottofondo musicale: Heroes – David Bowie

Though nothing, will keep us together,
we could steal time,
just for one day!
We can be Heroes, for ever and ever,
what d’you say?

Sebbene niente ci terrà uniti,
potremmo rubare un pò di tempo,
per un solo giorno!
Possiamo essere Eroi, per sempre,
che ne dici?

Raccontami il tuo progetto!

/Du-ràn-te/ con Alessandro Crusco

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