/Du-ràn-te/ con Domenico Guinea

Stiamo attraversando un momento particolare, che ci mette spesso alla prova. Lo stress, il bombardamento di informazioni negative, la preoccupazione del futuro mettono alla prova l’equilibrio di tutti. A parlare con me oggi c’è Domenico, altruista e generoso professionista.

Mi chiamo Domenico Guinea, sono un calabrese fuori sede, vivo in Toscana con mia moglie, 6 bassotti e 2 gatti. Nella vita scrivo fact su Chuck Norris, ma a tutti dico che sono socio e Art Director di  Evermind.

Come vivi la quarantena? Come gestisci il tempo?

Lavorando in smart working da anni, la quarantena non ha portato alcuna modifica alla mia routine quotidiana. Ero già abituato a stare in casa per lavorare, ad allenarmi in casa e a gestire il mio (poco) tempo libero fra le quattro mura domestiche.

Questo non vuol dire che non mi mancano le interazioni sociali, amo stare tra la gente, ancora di più visto il mio stile di vita che mi porta all’isolamento, e non vedo l’ora che tutto passi per organizzare una mega festa

Lavori più o meno come prima?

Lavoro molto di più. Evermind – la mia azienda – è nata 9 anni fa in smart working – quando nessuno sapeva cosa fosse – Partiti in 4 siamo arrivati a contare 25 professionisti distribuiti su tutto il territorio nazionale.

I progetti che gestiamo sono innumerevoli e, proprio perché il periodo non è dei migliori, stiamo lavorando parecchio per cercare soluzioni per quanti stanno facendo fatica in questo periodo. Uno dei nostri settori è sempre stato quello turistico, uno dei più devastati dal blocco causato dal Covid 19. Per tutti i nostri clienti, da subito, è partito il blocco delle fatture e dei canoni legati ai vari servizi erogati. Stiamo offrendo consulenza e prestazioni gratuite, proprio per dare una mano a chi ci ha dato fiducia scegliendoci come fornitori. 

Cosa cambierà dopo questo periodo? Senza essere profeta come pensi cambiano le cose nel nostro settore?

L’unico cambio – minimo – che mi sento di prevedere è quello della metodologia di lavoro. I molti che adesso stanno sperimentando lo smart working si stanno rendendo conto che ci sono metodi alternativi di lavorare, che si può decidere di lavorare da casa senza per forza essere presente sotto gli occhi del padrone. Cerco di essere ottimista ma, secondo me, solo un 10-15% passerà allo smart working totale.

Qual è il ruolo del design? 

Una delle cose che più mi è piaciuta vedere, in questo caos da pandemia, è stata la creatività di un gruppo di persone che ha trasformato una maschera da snorkeling da semplice maschera a respiratore di emergenza. Per farlo serviva stampare in 3D un connettore per la pompa dell’aria. La comunità si è mossa e chi possedeva una stampante 3D si è messo a disposizione per mandare quanti più pezzi possibili al gruppo di lavoro. Anche io, fiero possessore di una stampante 3D mi sono mosso in tal senso. Ecco, questo è stato uno dei più bei gesti di design applicato che ho visto in queste settimane.

Lato Evermind, invece,  abbiamo cercato di supportare, regalando grafiche studiate ad hoc, le iniziative di alcune aziende che si sono trovate in ginocchio dall’oggi al domani.

Sottofondo musicale: La verità – Dario Brunori

Ma l’hai capito che non serve a niente mostrarti sorridente agli occhi della gente. E che il dolore serve proprio come serve la felicità!

Raccontami il tuo progetto!

/Du-ràn-te/ con Domenico Guinea

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