Il naming, processo creativo.

Quando si parte con la creazione di un naming è fondamentale innanzitutto avere in mente gli obiettivi di branding: il naming deve rispecchiare la brand identity e la brand image del marchio a cui è associato. 

Se il processo di naming parte da zero e non si hanno ancora le idee chiare sul nome da dare al marchio si può procedere per step. Studiare la concorrenza e guardare i trend di settore per cercare ispirazione, creare delle mappe mentali per trovare collegamenti con il nostro prodotto/servizio a cui non avevamo pensato e fare brainstorming.

L’importanza strategica del naming

Anni fa il nome della marca coincideva spesso con il nome del fondatore. Oggi, in seguito alla costante evoluzione del mercato, è necessario trovare nomi originali in grado di dare un’identità solida a un’azienda, a un prodotto o a un servizio. Secondo numerosi esperti di marketing, infatti, le premesse per il successo commerciale di un nuovo prodotto risiedono in buona parte nel naming.

Naming è un termine inglese che indica la branca del marketing che si occupa di creare i nomi più adatti per la commercializzazione di prodotti e servizi.  Il ruolo del naming per il marchio è molto simile al ruolo che ricopre il nome per una persona: serve per rendere immediatamente riconoscibile e identificabile il prodotto o il servizio e dare valore alla marca.

Quali caratteristiche deve avere un naming efficace?

Durante il processo di creazione di un brand è indispensabile prestare attenzione alla dimensione psico-linguistica che concerne numerosi fattori come:

Quali tipologie di naming esistono?

Nomi denotativi: sono i nomi che sono immediatamente riferibili al prodotto o a una delle sue caratteristiche. Hanno il vantaggio di far capire immediatamente al consumatore quali sono gli attributi del prodotto. Esempi sono lo yogurt fruttolo, il detergente per vetri “Vetril”, i piatti pronti “4 Salti in Padella”.

Nomi connotativi: sono i nomi che hanno un’associazione simbolica con il prodotto a cui si riferiscono come lo snack salato “crick e crock”, il detersivo “Svelto”, il panno catturapolvere “Swiffer”.

Nomi di fantasia: sono nomi liberamente inventati, come ad esempio le patatine “Pringles”, l’automobile “Twingo” o le borse “Mandarina Duck”.

Acronimi: in questo caso il naming è composto dalle iniziali di una serie di nomi, è il caso di IBM, BMW, IKEA ecc…

Cognomi: i cognomi assumono significato di brand grazie alla comunicazione di marketing e all’esperienza di marca nel tempo. È il caso dei più noti brand di lusso; Ferrari, armani, Gucci, Cavalli ecc…

Un suggerimento…!

Una volta individuato il naming perfetto ricordati di controllare che il dominio sia libero. Nel caso lo sia compra tutti i domini possibili, per evitare ladri di visibilità 😉

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Il naming, processo creativo.

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