Credo sia un argomento difficile da trattare e apparentemente non legato alla mia professione, ma chi mi conosce bene sa che sono sempre alla ricerca e in continua formazione.

Non so se tutti avete spulciato i miei post dell’ultimo anno ma ho pubblicato alcuni manifesti, ovviamente fatti da me, con dei fotomontaggi che oltre ad essere degli esercizi di stile con il software Photoshop, vogliono rappresentare delle particolarità. Alcuni li hanno definiti banali altri geniali. Io mi chiedevo, al di là dei giudizi dei miei follower, quale potesse essere il nome giusto per definire queste “cose” e in una notte insonne ho letto della sinestesia, vocabolo che ignoravo.

Cos’è la sinestesia?

Il fenomeno della sinestesia, nelle sue forme più varie, è un fenomeno di integrazione multisensoriale che si verificano tra stimoli di diversa natura. Dallo studio della sinestesia, infatti, che è una condizione insolita e particolare, è possibile risalire e comprendere meglio i processi neurali dell’integrazione multisensoriale, di cui qualunque essere umano può avere esperienza nella propria quotidianità.

La parola sinestesia deriva dal greco syn aisthesis, che significa letteralmente percepire insieme. Seguendo unicamente l’etimologia della parola potremmo considerare ogni attività percettiva come un’attività sinestetica; infatti, anche se le diverse modalità sensoriali vengono di solito studiate separatamente, la percezione avviene per lo più sinesteticamente, in quanto la maggior parte degli stimoli, eccitano più di un canale sensoriale e ognuno di noi percepisce insieme suoni, colori, odori e sapori. Ma in realtà la sinestesia è un più raro processo percettivo che consiste nell’interazione e sovrapposizione spontanea e incontrollata di più sensi: ovvero la stimolazione di una modalità sensoriale induce automaticamente una percezione in una seconda modalità, anche in assenza di una reale stimolazione di quest’ultima. Essa è una involontaria e concreta esperienza sensoriale, che può risultare particolarmente vivida. Nella sinestesia lessico-gustativa, ad esempio, suoni o parole inducono sensazioni gustative.

Fino ad ora sono state identificate oltre 80 tipologie di sinestesia, tuttavia è stato osservato, in primis dal neuroscienziato Ramachandran e dai suoi collaboratori, che la forma più comune di sinestesia è quella grafema-colore, nella quale la visione di lettere o numeri porta contemporaneamente anche all’esperienza di un colore, specifico per ogni grafema. Data la maggiore diffusione di questa forma rispetto alle altre, essa è diventata la principale protagonista degli studi sulla sinestesia. È proprio dallo studio di questa, infatti, che sono nate le teorie riguardanti le basi neurali di questo particolare fenomeno, che risultano però essere applicabili anche alle altre forme.

Sinestesia visiva!

Come suggerito dal nome, lo stimolo induttore è un’immagine, che evoca nel lettore la somiglianza, con altro elemento. Tali associazioni variano, per ogni sinesteta, in base a forma, disposizione spaziale, trasparenza, grado di copertura, intensità e sfumatura.

Di seguito alcuni dei manifesti.

cono | matita
impronta digitale | onda
air pods | oca

occhio | fiume
cavolo verza | vene
elefante | fungo

Nel campo della sinestesia sono stati fatti negli ultimi anni grandi passi avanti, tuttavia rimangono ancora molte domande aperte. Le basi neurali della sinestesia, ad esempio, non sono ancora certe. Sono stati proposti modelli e teorie che possano chiarire il funzionamento del cervello dei sinesteti, ma i risultati conseguiti nelle ricerche sono fin troppo contrastanti per poter sostenere con certezza una o più di queste teorie. Inoltre gran parte della ricerca attuale si è concentrata sulla sinestesia grafema-colore e su altre forme piuttosto comuni, ma ci sono molte altre forme di sinestesia che la ricerca scientifica ha appena cominciato a studiare. Si può supporre che i modelli neurali proposti possano essere applicati anche alle altre forme di sinestesia, ma questo non è stato ancora provato. Nonostante gli studi abbiano coperto svariati aspetti di essa, quindi, la sinestesia è ancora in corso di analisi, a causa delle sue mille sfaccettature ed implicazioni fisiche e psicologiche.

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