/Du-ràn-te/ con Pierpaolo Voci

Cambiamenti epocali sono a portata di mano, ma dobbiamo essere lungimiranti, pensare in modo esponenziale.  Vi consiglio di leggere queste riflessioni di Pierpaolo, credimi ne vale la pena.

Sono Pierpaolo Voci, piacere. Sono un Digital marketing specialist.

Ho iniziato più di dieci anni fa avvicinandomi prima al mondo della grafica. Mi ha sempre affascinato la grafica pubblicitaria. Ho lavorato in quel settore per 5 anni più o meno. Ovviamente prima di iniziare mi sono formato. La formazione che ho fatto è stata molto importante. Ho ritenuto di dovermi formare più a livello teorico che pratico. 

La pratica l’ho messa in pratica.

Mi spiego: tutta la parte pratica che sta dietro al lavoro del grafico, l’ho imparata da autodidatta. Ho preferito comprare i software e gestirli da solo nelle funzioni base. Poi ho iniziato a produrre tanto, ma proprio tanto, per riuscire ad imparare il loro utilizzo nel modo più consono al mio essere. Mentre lavoravo come grafico pubblicitario, ho iniziato a guardarmi intorno per capire come riuscire ad evolvermi, a crescere. Così spinto dalla curiosità, che deve essere il nostro pane quotidiano, ho scoperto altri mondi che meritavano di essere esplorati, guardati, vissuti. Mi sono sempre di più avvicinato al digital e ho scoperto cosa volevo fare da grande. Dopo mille peripezie e sacrifici, sono riuscito a creare un’agenzia di comunicazione specializzata in digital marketing.

Design, opera Alias di Pierpaolo Voci

Alias, opera digitale vincitrice della X edizione della Biennale di arte di Roma

Da digital marketing specialist, come vivi la quarantena? Come gestisci il tempo?

Guarda chi vive e lavora nel digital è sempre in “quarantena”. Ovviamente non forzata e non paragonabile a quella che stiamo vivendo. Ma personalmente non ho accusato il colpo. Mi manca, perché è quella la normalità, quando porto a passeggio Bruno, il mio amico a 4 zampe, la tranquillità di non dovermi guardare dall’altro. Trovo che sia orrendo. Il tempo lo gestisco come prima. Ripeto: le mie abitudini non sono cambiate molto.

Lavori più o meno come prima?

Sembrerà strano, ma sto lavorando più di prima. Forse perché lavorare tiene la mia mente lontana da “altro”.

Cosa cambierà dopo questo periodo? Senza essere profeta ma come pensi cambiano le cose nel nostro settore?

Spero che cambi tutto. Spero che la gente si ritrovi.  Spero che si possa ricostruire la “Com-Unità”. Spero che finalmente si inizi a viaggiare nel mondo degli altri. Abbiamo viaggiato tanto per scoprire nuovi posti, nuove culture. Ora dobbiamo iniziare a viaggiare verso l’altro. Conoscerlo, viverlo, Ascoltarlo. Ognuno di noi è un nuovo mondo da scoprire.

Anche le cose del nostro settore devono virare verso quello che ho detto sopra. Dobbiamo iniziare a condividere tutto.  Ripeto: Com-Unità.

Sottofondo musicale: Weird Fishes – Radiohead

Yeah I, I’ll hit the bottom, Hit the bottom and escape. Escape!

Si, toccherò il fondo, toccherò il fondo e risalirò. Escape!

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/Du-ràn-te/ con Alessandro Minotto

Il design e la bellezza salveranno il mondo.

Oggi per la rubrica /du-ràn-te/ il design nel periodo del Covid 19 ne ho parlato con Alessandro Minotto – Creare creatività – un designer veneto, eclettico e molto trasgressivo.

Ciao sono Alessandro Minotto un Graphic e Web Designer di Padova.

Ho più di 10 anni d’esperienza nel settore e da qualche anno ho fondato Creare Creatività, un concept che racchiude la mia visione del mondo grafico che trasmetto nei miei lavori e nelle mie idee.

Mi occupo di tutto ciò che riguarda la grafica cartacea, realizzazione siti web prettamente in WordPress, gestione social e creazione gif e filtri per le Instagram stories che mi stanno permettendo di farmi conoscere anche in questo momento difficile.

Nel tempo libero mi piace disegnare ma non mi definisco un illustratore facendolo solo per passione.

Come vivi la quarantena? Come gestisci il tempo?

Questa quarantena la sto vivendo come un momento di approfondimento. Come penso un pò per tutti i settori ho visto una brusca frenata del lavoro, mi ritrovo ad avere momenti in cui sono a pieno regime lavorativo e flussi di idee a momento in cui non ho nulla da fare che sfrutto per migliorare le mie conoscenze, le skills grafiche e cercare nuove idee da poter proporre. Fortunatamente da un altro punto di vista, in questi mesi ho deciso di approfondire le mie conoscenze sul mondo Instagram e la creazione dei filtri, questo mi permette di cavalcare l’onda della moda del momento e avere sempre qualche piccolo lavoro che non mi arricchirà ma mi da la possibilità di occupare il tempo, di fare nuove conoscenze, di migliorare me stesso e di guadagnare.

Lavori più o meno come prima?

Lavoro decisamente meno di prima, ma possiamo dire che con l’occasione ho più tempo da dedicare a ogni singolo lavoro per poterlo migliorare minuziosamente e poterci ragionare al meglio.

Cosa cambierà dopo questo periodo? Senza essere profeta come pensi cambieranno le cose nel nostro settore?

Secondo me cambieranno molte cose, proprio in queste settimane ho visto un’accelerazione della digitalizzazione, basti pensare che abbiamo scoperto lo Smart Working che in Italia era impensabile fino al mese scorso, abbiamo imparato che la comunicazione non è fatta solo di vendita del prodotto ma anche di valori dell’azienda, che è importante posizionarsi e ricordare sempre ai nostri clienti che ci siamo. Ho scritto proprio poco tempo fa un articolo che racconta il mio punto di vista sulla situazione, ti lascio il link: https://www.crearecreativita.it/comunicazione-marketing-ai-tempi-del-coronavirus/).

Dobbiamo stringere i denti e portare pazienza, imparare ad adattarci alla situazione e tuffarci nel futuro dove ci sarà si sempre bisogno della comunicazione ma sarà sempre meno cartacea e sempre più digitale.

Voglio darvi un consiglio, approfittatene di questo tempo, sfruttatelo per fare (nel limite della situazione) quello che prima non avevate il tempo di fare a causa del lavoro, leggete un buon libro, guardate un bel film, seguite tutorial e studiate per migliorare voi stessi e le vostre conoscenze per quando tutto ripartirà a pieno e se ne avete la possibilità inventatevi qualcosa di nuovo che vi permetta di tenervi occupati e magari guadagnare qualcosina da casa.

Sottofondo musicale: Articolo 31 – Domani smetto

Loro mi dicevano, di non parlare con la bocca piena 
e camminare dritto bene, eretto con la schiena. 
Di non andare fuori tema e seguire lo schema. 
Oppure andare a letto senza cena.
Di non creare un problema che non ne vale la pena, 
di essere grato di essere nato nel lato del mondo. 
Che in fondo in fondo è perfetto, 
perfetto, perfetto, perfetto come te!

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/Du-ràn-te/ il Covid19

In occasione di queste giornate di ritiro domestico forzato ho pensato di contattare, scrivere e pubblicare delle brevi interviste con colleghi, amici ed esperti del settore.

Perché ho pensato di chiamare questo spazio /Du-ràn-te/?

Innanzitutto è una parola che sogno di pronunciare a breve e pensare a questo momento come un periodo passato. Poi perché /du-ràn-te/ è un complemento di durata, quindi con un inizio ma soprattutto con una fine.

È un periodo particolare, è un periodo sospeso, è un tempo di paura ma anche un tempo di speranza. Credo ne parleranno nei libri di storia e noi siamo i protagonisti, noi siamo i guerrieri e forse qualcuno di noi sarà definito eroe o eroina ma le battaglie le vinciamo stando a casa comodamente seduti sui divani a leggere un libro, a guardare un film, chattare con gli amici o chiacchierare con i familiari. Nonostante tutto riteniamoci fortunati, è difficile ma non sarà impossibile ripartire.

“Bisogna volere  l’impossibile perché l’impossibile accada.”

Eraclito

Non sono delle vere e proprie interviste ma un momento di riflessione e di confronto. Ho chiesto a tutti di proiettarsi nel prossimo futuro, pensare cosa succederà dopo questo periodo ma senza essere profeta. Qual è il ruolo del design, come vivi la quarantena e come gestisci il tuo tempo. Cosa sta cambiando? Per tutti sta cambiando qualcosa?

Credo che non possiamo permetterci di sprecare lo spazio che questa crisi ci offre, perché come diceva Einstein: “È nei momenti di crisi che sorge l’inventiva“. Sfruttiamo il genio e la creatività italiana per cogliere insieme l’opportunità di ripensare abitudini, spazi di vita e di lavoro, dove il design – unito alla tecnologia – può divenire fattore abilitante di una ricostruzione che mette al centro i bisogni dell’uomo e dell’ambiente nella ricerca di nuovi equilibri.

Il design e la bellezza salveranno il mondo.

Cambiamenti epocali sono a portata di mano, ma dobbiamo essere lungimiranti, pensare in modo esponenziale. Possiamo riuscirci soltanto alleandoci, creando idee esponenziali. Non facciamo come il governo in Europa, uniamo le menti affini, aumenteranno esponenzialmente i risultati.

Sottofondo musicale mentre penso a quali risposte darei io a questi interrogativi è C’è tempo di Ivano Fossati.

Dicono che c’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare. Io dico che c’era un tempo sognato che bisognava sognare!

Perché delle interviste e non delle live?

Ho scelte le interviste classiche perché vorrei che le parole possano essere pensate e possano esserci utili domani e siano spunti di riflessione per coloro che ci leggeranno. È un momento strano, lo sappiamo tutti, ma creare network credo sia un ottima soluzione per poter dire abbiamo imparato una lezione.

È una guerra bianca contro un nemico invisibile ma ne usciremo vincitori ne sono certa. Spero che questi giorni di quarantena servano per recuperare l’etica personale e sociale.

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Il logo

Ogni giorno vediamo ovunque milioni di loghi. Essi a lungo andare riescono a trasmetterci valori o emozioni: siano essi fiducia, odio o tranquillità.
Ma cos’è davvero un logo? Perché è cosi importante?

Il tuo logo deve essere, categoricamente, unico ed originale. Comunicare un messaggio chiaro e il valore del tuo brand. Deve essere facilmente memorizzabile e riconoscibile.

Il logo è il primo segno distintivo dell’attività, la rappresenta portando dentro di sé tutto il suo mondo valoriale. È uno degli aspetti più importanti dell’identità aziendale e deve essere immediatamente riconoscibile agli occhi del consumatore, favorendo all’impresa unicità e visibilità sul mercato. È uno strumento di comunicazione che esprime un progetto ben più grande chiamato branding, che è un processo mediante il quale l’azienda differenzia il proprio prodotto grazie all’utilizzo di nomi e simboli in grado di trasferire valori tangibili ed intangibili del prodotto stesso.

Il logo e il marchio sono la stessa cosa?

La risposta è no, non sono la stessa cosa. Il logo è un insieme di simboli, grafici e tipografici che identificano un’azienda o un prodotto in modo esclusivo allo scopo di distinguerla dai competitors, il marchio invece è costituito da una rappresentazione grafica che ha lo scopo di identificare un’azienda o un prodotto ma soprattutto, fornire informazioni sull’origine, l’identità, le caratteristiche e la qualità dell’oggetto a cui è abbinato, permettendo ai consumatori di identificare quel prodotto.
Dunque il marchio è il simbolo di quest’idea ed è composto da 4 elementi fondamentali:
il nome, il logo, i colori ed il simbolo, a cui può essere associato un pay-off che riassume l’universo di riferimento della marca, il suo posizionamento e la filosofia.

Logotipo: è la parte leggibile e quindi pronunciabile del marchio.

Pittogramma: è la parte puramente simbolica del marchio, cioè l’emblema non leggibile e pronunciabile che riconduce all’azienda. In altre parole è la riproduzione puramente grafica dell’oggetto che si vuole rappresentare.

Pay-off: lo slogan che accompagna il logo dell’azienda o la marca del prodotto (brand) e ne spiega la filosofia aziendale.

Compito del logo è ispirare fiducia, differenziarsi dagli altri facendosi preferire dal consumatore, veicolando valori costruiti tramite il processo di branding associati al logo stesso. Il logo è il primo aspetto che viene notato dal consumatore, è come se fosse la carta d’identità aziendale.
Proprio in virtù di questo, è necessario avere un’elasticità all’evoluzione, sia dei propri prodotti e/o valori, sia del mercato cui ci si riferisce.
Nell’ultimo secolo, la società è cambiata radicalmente in quanto le persona avevano sempre più bisogno di identificarsi in qualcosa. Lentamente i marchi hanno cominciato a soddisfare questi bisogni, riunendo gruppi di persone accomunati da medesime passioni o idee.
I più importanti marchi del mondo hanno sempre rivisitato il proprio logo per stare al passo con i tempi e per avere una politica di branding sempre attuale.
Modifiche non radicali, ma design che più si adattano al momento storico, alle mode e alle attitudini del momento, coinvolgendo sempre più i consumatori.
Solo poche aziende, vere e proprie icone come Coca-Cola hanno potuto mantenere il proprio logo praticamente immutato negli anni.

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