Incertezze e paure per il prossimo futuro.

Ci risiamo! Il Covid-19 non è mai andato via e non ha mai perso carica virale. Si parla sempre e solo di virus, di pandemia, si scongiura un eventuale lockdown. Giorni di ansia e di incertezza per il futuro, per chi come me non ha uno stipendio fisso ma deve guadagnarsi da vivere giorno dopo giorno nell’incertezza assoluta. Abbiamo il dovere di seguire le indicazioni che ci sono state date e di dare un contributo pratico per superare questo enorme ostacolo. Le pandemie ci sono sempre state e l’uomo alla fine ne è sempre uscito vincitore.

Questo scritto è una mia riflessione, non ho la sfera di cristallo e non sono abilitata a fare i miracoli ma voglio condividere con voi ciò che sto pensando in questi giorni per me stessa e per i miei clienti.

RIVEDI IL PIANO DI COMUNICAZIONE

Dirai ma io ho già rivisto il piano di comunicazione pochi mesi fa, ebbene si ti invito a valutare, in base al tipo di attività che hai, con cosa è il caso di proseguire e cosa è invece il caso di mettere in pausa. È il caso di mettere in pausa qualcosa?

NON FAR FINTA DI NIENTE

Se hai un negozio, un locale o un ufficio aperto al pubblico, comunica tempestivamente che la tua attività ha adottato tutte le misure di sicurezza e igienico sanitarie  previste per garantire la sicurezza di chi sceglie, nonostante tutto, di fruire dei tuoi spazi. Evita la comunicazione di eventi e viaggi.

SFRUTTA I SOCIAL

Resisti al panico e continua a comunicare con i tuoi clienti attraverso i social network. Rafforza specialmente la tua presenza online. Cogli l’opportunità in maniera onesta e rafforza la tua visibilità. Ad ogni modo la notorietà che puoi acquisire in questi giorni potrebbe essere doppia rispetto al normale e se gestita in maniera professionale aiuterà il posizionamento del tuo brand e prima o dopo ne trarrai beneficio.

LA CRITICITÀ PUÒ DIVENTARE OPPORTUNITÀ

Può sembrare filosofia invece è l’unica possibilità che abbiamo per uscire dalla crisi. Abbiamo il dovere di trovare il modo di creare qualcosa di buono da tutto questo. Potresti pensare a come potresti portare avanti il tuo business senza incontri fisici o come puoi sfruttare il digitale e la comunicazione online a tuo vantaggio. Puoi semplicemente trovare il tempo che dici di non avere mai per ripensare al tuo business, ottimizzarlo in ogni suo aspetto e migliorarlo.

La tua attività ha senso solo se soddisfa i bisogni della comunità a cui si riferisce. È destinata a sopravvivere se ha un ruolo importante nella società da cui si nutre.  Perciò metti a disposizione le tue competenze, le tue conoscenze, i tuoi servizi o i tuoi spazi per facilitare il prossimo futuro.

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Immagine coordinata aziendale: cos’è e come crearla!

In che modo l’immagine coordinata aziendale influenza la vita di impresa? Perché è importante che tutti gli elementi comunicativi siano coerenti?

In questo articolo troverai le risposte a queste domande e scoprirai come creare un’immagine coordinata professionale in grado di migliorare la percezione del brand.

Non solo grafica!

Nel 99% dei casi quando si parla di immagine coordinata aziendale si pensa alla grafica del bigliettino da visita, della carta intestata, della brochure e del sito internet.

Ma siamo sicuri che l’immagine coordinata sia solo una questione di estetica?

Se fosse così, per creare un’immagine coordinata aziendale efficace basterebbe sviluppare un bel progetto creativo e declinarlo nelle varie forme di comunicazione. Dietro ad un progetto di immagine coordinata c’è molto di più. Graphic designer e semiotici devono lavorare insieme, integrando conoscenze e abilità.

Non conosci la semiotica?

La semiotica è quella disciplina che studia come un simbolo si lega ad un marchio, un prodotto o un’azienda attraverso l’uso armonico degli stessi elementi visivi. L’immagine coordinata aziendale rappresenta l’identità dell’azienda.

Font, forme, colori e grafiche non possono essere dettate dal semplice gusto estetico ma devono essere distintive, cioè permettere di riconoscere l’azienda e distinguerla dai concorrenti.

Brand Identity è sinonimo di coerenza e riconoscibilità. Scopri tutto quello che sono in grado di fare per creare l’immagine coordinata della tua azienda.

Oggi come oggi, per avere un ruolo attivo nel mercato è importante avere un’identità chiara e definita. Costruire un’immagine coordinata aziendale permette, attraverso la diffusione di un messaggio coerente, di determinare gradualmente il riconoscimento dell’azienda. Gli elementi della comunicazione visiva devono rendere tangibili i valori aziendali (mission & vision, storia, filosofia, politica, ecc.).

Faccio un esempio, hai fatto della sostenibilità ambientale il tuo punto di forza?

Questo non può non trasparire dagli elementi che ti rappresentano. Costruire un’immagine coordinata aziendale è importante non solo per distinguere la propria offerta, ma anche per conquistare la fiducia degli stakeholder. Per capire quant’è importante la coerenza nella comunicazione aziendale, pensiamo ad un’azienda che non ha un’immagine coordinata e che si presenta ogni volta in modo diverso.

Quali sono gli effetti? Sicuramente il consumatore farà fatica ad individuare il brand sullo scaffale e anche se lo riconoscerà probabilmente non lo acquisterà.

E se la tua immagine coordinata aziendale non ti rispecchia più? Che cosa succede se, a distanza di tempo, decidi di cambiare la tua immagine coordinata aziendale?

Se il cambiamento è piccolo e ha a che fare con un’operazione di ammodernamento o svecchiamento della tua immagine, questo può essere fatto in qualunque momento. Se il restyling è più radicato ed è legato ad un cambiamento aziendale importante, come un cambio ai vertici aziendali o un nuovo posizionamento, questo andrà pianificato nel tempo.

La nuova immagine coordinata aziendale dovrà riflettere i nuovi valori e questi dovranno essere condivisi da tutto il personale aziendale.

Avrai capito a questo punto che l’immagine coordinata non è solo una questione di estetica, ma è radicata nei significati e nei valori che ruotano intorno ad una determinata realtà imprenditoriale; valori resi tangibili dalla comunicazione ma che partono dalle persone. Come abbiamo visto, costruire un’immagine coordinata aziendale è importante per influenzare positivamente la percezione del brand. Dietro ad un progetto di immagine coordinata aziendale non c’è solo un bel progetto grafico ma anche un’analisi attenta dei valori che evocano l’immaginario aziendale.

Un’immagine aziendale coerente fornisce ai destinatari della comunicazione precisi punti di riferimento, portando ad un graduale riconoscimento del marchio (brand awareness). È evidente come tutto ciò abbia conseguenze positive sul successo d’impresa.

Sei interessato a creare o rinnovare l’identity della tua azienda?

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Cinema italiano! Le locandine più belle.

Mi hanno sempre affascinata! Le ho sempre osservate da quando ero bambina ed ho sempre sperato di poterne progettare una! Ancora oggi mi lascio ispirare dalle locandine per la scelta del film, sia al cinema ma anche su Netflix, Amazon Prime, cambia poco.

Soltanto dopo aver osservato la locandina leggo la trama del film o della serie tv.

Dai primi poster francesi di fine Ottocento ad oggi, la storia della locandina cinematografica si intreccia con quella dell’industria del cinema e delle arti visive in genere. Fino alla seconda Guerra Mondiale, i manifesti sono stati uno dei principali veicoli per pubblicizzare le pellicole, e hanno contribuito in modo decisivo al loro successo.

1895 – Fratelli Lumière di Marcellin Auzolle

Le prime locandine cinematografiche compaiono in Francia alla fine dell’Ottocento, con la nascita del cinema stesso. Jules Chéret e Marcellin Auzolle iniziarono a pubblicizzare l’invenzione dei fratelli Lumière usando lo stile tipico dell’Art Nouveau, caratterizzato da litografie ricche di colori vivaci e personaggi illustrati nei minimi dettagli.

Regola comune ai giorni nostri è illustrazione accattivante.

La descrizione particolareggiata degli spettatori e delle scene del film serviva a far capire al pubblico se la pellicola era adatta o meno a tutta la famiglia, e il genere a cui apparteneva.

1908 – Fratelli Pathè di Adrien Barrère

Lo stock poster, un manifesto utilizzabile per più eventi in cui venivano aggiunte di volta in volta le informazioni sullo spettacolo. Ne è un esempio il poster riportato qui sotto di Adrien Barrère, in cui lo spazio bianco dello schermo veniva sostituito con una scena del film.

In America invece, con l’ascesa di Hollywood dopo la fine della prima Guerra Mondiale e la diffusione dei primi lungometraggi, la locandina inizia a raffigurare il cast o l’attore principale, il nome del regista, il titolo del film e una sintesi della trama. Per produrlo si continua a usare la litografia a colori, l’unica tecnica di stampa che, seppur costosa, permetteva di ottenere delle illustrazioni di alta qualità.

Nell’America degli anni ’50, registi come Otto Preminger, Billy Wilder e Alfred Hitchcock iniziarono a produrre e a promuovere i loro film autonomamente, affidandosi al lavoro di Saul Bass. Questo designer americano iniziò a progettare l’intera identità visiva delle loro pellicole, dalla creazione dei titoli di testa e di coda alle locandine, introducendo uno stile completamente nuovo, caratterizzato da un design minimalista e fortemente evocativo. Per la prima volta nella storia del poster cinematografico, Bass riuscì a riassumere il significato delle pellicole attraverso un linguaggio simbolico, fatto di colori primari e forme geometriche decise. 

Uno dei suoi lavori più celebri fu la sequenza introduttiva della pellicola “Anatomia di un omicidio” di Otto Preminger, nel 1959. In essa i pezzi che componevano la sagoma di un cadavere iniziavano a scivolare dentro e fuori dallo schermo, evidenziando i titoli che si alternavano a ritmo di jazz. Bass usò lo stesso concept grafico per la locandina del film.

1958 – La donna che visse due volte di Saul Bass

Altrettanto famose le sequenze introduttive e le relative locandine dei film di Hitchcock “La donna che visse due volte”, “Intrigo internazionale” e “Psyco”. Le grafiche originali e d’impatto create da Bass contribuirono indubbiamente ad aumentare la notorietà di questi registi.

Anni 50 – Ladri di biciclette di Ercole Brini

Negli anni ‘40 e ‘50, in Italia si affermò il movimento neorealista: registi come Luchino Visconti, Vittorio De Sica e Roberto Rossellini si ispiravano a storie contemporanee per rappresentare la vita della gente comune nell’Italia del secondo dopoguerra. Per queste pellicole i cartellonisti italiani scelsero prevalentemente ritratti ad acquerello che ritraevano una scena del film, oppure rielaboravano la trama in modo più libero. Anselmo Ballester e Ercole Brini firmarono alcuni dei manifesti più famosi dell’epoca. Nella locandina di “Ladri di biciclette” Brini scelse volutamente un’immagine “dolce” e dai colori delicati, quasi ad attenuare la cruda realtà descritta nella pellicola.

L’avvento della locandina fotografica

L’invenzione dei videoregistratori all’inizio degli anni ’80 e il successivo avvento di Internet e delle pay TV negli anni ’90 spingono la locandina cinematografica verso nuovi standard. Con l’arrivo dei programmi per la rielaborazione digitale dell’immagine, la fotografia sostituisce completamente l’illustrazione, e per le locandine si inizia a usare una composizione standardizzata, caratterizzata dai volti dei protagonisti (o della star principale) e da alcuni fotogrammi tratti dal film, con un risultato spesso più freddo e asettico. Esistono però alcuni esempi notevoli, tra cui ricordiamo il poster di “Kill Bill” del 2003, con la sua illustrazione di gusto un po’ retrò, e quello di “Moon”, il film di fantascienza di Duncan Jones uscito nel 2009, che utilizza un mix riuscitissimo di grafica e fotografia.

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Io ho deciso di restare in Calabria e di investire su me stessa

Sono nata, vivo e lavoro in Calabria.

Ho deciso di restare in Calabria.
Ho deciso di investire su me stessa, lasciando un lavoro con assunzione a tempo indeterminato ottenuto per meritocrazia e non per raccomandazione.
Ho deciso di lavorare in Calabria perchè non ho paura dei malaffari.

Il Sud ha bellezze uniche. Territori naturali e materie prime di eccellenza. Il Sud ha bisogno di possibilità. Forse manca la cultura e la consapevolezza del potenziale di quello che si potrebbe fare ma nessuno lo fa.

foto di CristianoVideographer

Di solito non parlo molto di me, non è nelle mie corde.

Oggi voglio raccontarmi un poco. Ultimamente ho sviluppato questa convinzione: il progetto più importante che io possa portare avanti sono io. Proprio così: io.

“Il progetto più importante a cui puoi lavorare sei tu”
Bruce Lee

Vorrei raccontarti di come sono arrivata a questa conclusione.

Sto facendo la cosa giusta? Funzionerà?  Sto spendendo soldi inutilmente? E se va male? Ma potrebbe andare bene!
Paura, paura del fallimento. Paura degli errori.
Avrò successo? Ci riuscirò?

Avevo questi dubbi quando nel 2018 mi sono licenziata da dove lavoravo ma sono dubbi fissi e quotidiani. È faticoso, devo ammetterlo, ma l’esperienza, soprattutto stando a contatto con i clienti mi sta portando a comprendere che la creatività da sola non basta. Servono competenze, strumenti specifici e tenacia, tanta tenacia.

Ma a pensarci bene cosa vuol dire avere successo? Per me vuol dire fare il mio lavoro con passione e dedizione e poter vivere dignitosamente.

Sorrido, sorrido e guardo oltre!

Non fraintendermi, non voglio tediarti con le mie paranoie ma quello che ho capito durante tutti questi anni di lavoro è che la persona funziona meglio di un progetto

In questi ultimi mesi sto lavorando al mio riposizionamento: ho deciso di puntare tutto su me stessa. Ho preso questa decisione perché nel tempo mi sono reso conto che molti dei soldi che ho investito in progetti, avrei potuto investirli su di me. Per una strategia più mirata, per un sito nuovo.

A proposito lo hai visitato: che ne dici?

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